Rottura del crociato: terapia e tempi di recupero

Rottura crociato tempi di recupero

La rottura del crociato è il termine con cui abitualmente viene designata la lesione ad uno dei 4 legamenti del ginocchio. Si tratta di un tipo di infortunio molto doloroso tipico di chi pratica attività agonistica con assiduità. 

Si riconosce subito perché provoca un dolore molto intenso nella zona del ginocchio, con conseguenze importanti in termini di mobilità che, di solito, viene compromessa anche perché spesso nel danneggiamento viene coinvolto anche il menisco.  

Esistono diversi tipi di intervento possibili, che vengono decisi e selezionati in base alla lesione e alla storia clinica del paziente: fondamentale sarà la valutazione del medico che, grazie ad una risonanza magnetica, sarà in grado di stabilire tipo di intervento, riabilitazione e tempi di recupero per ogni caso. 

L’articolazione del ginocchio

L’articolazione del ginocchio è molto complessa e quando avvertiamo un dolore intenso a seguito di un trauma è spesso molto difficile individuarne l’origine. 

Bisognerà, infatti, distinguere tra:

  • Le ossa: femore, tibia, rotula
  • I muscoli: quadricipite, bicipite femorale e tibiale, polpliteo
  • I legamenti: i due crociati anteriore e posteriore e i due collaterali mediale e laterale.
  • I menischi: sono due e si tratta di strutture cartilaginee situate tra femore e tibia permettono il rotolamento e lo scivolamento delle superfici articolari l’una sull’altra. 

Come è fatto il legamento crociato?

Si tratta di strutture fibrose che uniscono l’estremità inferiore del femore (distale) a quella superiore della tibia (prossimale).

Sono costituiti per il 70-80% da fibre di Collagene di tipo 1, particolarmente resistenti alla trazione, e in percentuale minore da fibre elastiche, molto estensibili (fino al 150% della lunghezza) ma poco resistenti; motivo per cui i carichi elevati possono essere deleteri per questo tipo di struttura. Quando avviene la rottura occorre intervenire tempestivamente per evitare lesioni ad altri componenti collaterali. Quando si parla di rottura ci si riferisce di norma all’intero gruppo dei legamenti. Se ne può rompere uno solo o tutti e 4, a seconda della gravità della lesione. 

Cure per la rottura del crociato

Se compi un movimento sbagliato, a seguito del quale, avverti un fortissimo dolore, interrompi immediatamente l’attività fisica e contatta subito un medico per evitare che i tempi di recupero possano dilatarsi.

Appena occorre il trauma, il protocollo da seguire è il RICE:

  • Riposo;
  • Ghiaccio;
  • Compressione (attraverso un bendaggio);
  • Elevazione (la posizione sdraiata con il piede e il ginocchio sollevato rispetto al resto del corpo migliora le performance di circolazione).

Il trattamento per la rottura del legamento varia a seconda del paziente: nel caso di soggetto anziano, si evita l’intervento, essendo in ogni caso in una condizione di mobilità ridotta e si opta per la riabilitazione.Se si tratta di un individuo mediamente giovane si deciderà di intervenire subito chirurgicamente per tornare in forma rapidamente e riprendere l’attività sportiva;

Come funziona l’intervento

L’operazione ha una durata variabile al termine della quale, però, occorre un periodo necessario di riabilitazione fisioterapica per portare il ginocchio alla sua salute di partenza.
Un legamento leso non tornerà mai come prima se non si interviene chirurgicamente. Nella maggior parte dei casi non è possibile suturare insieme le due estremità, pertanto bisognerà ricostruirlo. Il chirurgo sostituirà il legamento lacerato con un innesto di tessuto o con una protesi per permettere al ginocchio di tornare alla sua anatomia originaria. 

L’innesto può essere fatto a partire da: 

  • porzione centrale del tendine rotuleo;
  • tendini della zampa d’oca;
  • porzione centrale del tendine quadricipite.

Qualsiasi sia il tipo di operazione a cui ci sottoporremo, per tornare ad una piena mobilità avremo bisogno necessariamente di diverse sedute di fisioterapia. Il ginocchio avrà bisogno di riacquisire la propria elasticità sia in distensione che in estensione.  

Tempi di recupero 

Per il recupero completo della funzionalità articolare e di una corretta deambulazione ci vogliono circa 6 settimane, per la ripresa dell’attività agonistica di solito 6 mesi, ma ogni caso è diverso. Ogni atleta ed ogni operazione hanno delle specificità da considerare. Ci sono delle tempistiche fisiologiche da rispettare. 

Si può velocizzare il recupero?

Molto dipenderà dalla fisioterapia: fra le varie metodologie che si possono adottare nel protocollo di riabilitazione, la ginnastica isocinetica si rivela particolarmente efficace e rapida per la ripresa delle funzionalità motorie, così come la tecarterapia. Da non sottovalutare anche l’azione combinata di massaggi per facilitare il reintegro dell’elasticità perduta.

Si consiglia, comunque, una ripresa graduale dell’attività sportiva per evitare ulteriori danni alle articolazioni che potrebbero rallentare il processo di riabilitazione nella sua completezza. Fare un passo alla volta, senza sovraccaricare il ginocchio, è l’unico modo per ritornare alla presenza di un tempo con tempi relativamente brevi e scongiurando possibili ricadute (peraltro molto frequenti). Prima di iniziare dedicatevi a lungo al riscaldamento: qualche minuto in più soprattutto all’inizio può davvero fare la differenza. 

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