Ultrasuoni Fisioterapia: i benefici per le infiammazioni

Ultrasuoni fisioterapia

Gli ultrasuoni in fisioterapia sono uno strumento particolarmente efficace per contenere le infiammazioni, generando un beneficio sostenibile nel tempo. Ma come funzionano gli ultrasuoni in fisioterapia? Quali sono i vantaggi che è possibile ottenere da tale trattamento?

Ultrasuoni in fisioterapia, come funzionano

I dispositivi ad ultrasuoni in fisioterapia sono costituiti da una testina alla quale è connesso un trasduttore, un piccolo strumento che trasforma la corrente elettrica in vibrazioni. Alimentando il trasduttore con la corrente, il dispositivo riesce a formare una vibrazione a frequenza ultrasonora che può essere utilizzata per effettuare dei trattamenti localizzati, con effetti terapeutici anche a qualche centimetro di profondità.

A cosa servono gli ultrasuoni in fisioterapia

Le principali applicazioni degli ultrasuoni in fisioterapia sono piuttosto estese, permettendo la riduzione degli spasmi muscolari, il trattamento delle contratture e la riduzione del dolore. Gli ultrasuoni permettono inoltre di ottenere sollievo e guarigione delle lesioni da trauma sportivo, così come le condizioni di artrite, periartrite e borsite. Sono inoltre fruibili per trattare un movimento articolare limitato, e per riscaldare le strutture articolari.

Non solo: come dimostrano le recenti esperienze fisioterapiche, l’applicazione degli ultrasuoni in fisioterapia è sempre più utilizzata per migliorare la guarigione delle fratture, considerato che le onde sonore sono in grado di promuovere la guarigione mettendo osso e tessuto circostante sotto micro-stress e sotto stiramento. Sei interessato a questo trattamento ti invitiamo a visitare la pagina Massoterapia Monza per maggiori informazioni.

Ancora, nella gestione delle malattie reumatiche, la terapia a ultrasuoni è comunemente utilizzata come terapia aggiuntiva per gli effetti sull’infiammazione e per alleviare le condizioni di dolore.

Gli effetti dell’ultrasuonoterapia sull’organismo

Ma in che modo l’ultrasuonoterapia può determinare degli effetti sull’organismo, contenendo le condizioni di infiammazione?

Gli effetti della terapia a ultrasuoni sono principalmente di due tipi. Con la prima serie di effetti, di tipo termico, si cerca di incrementare la temperatura del corpo della persona che sta ricevendo l’applicazione. La vibrazione che è generata dal passaggio degli ultrasuoni nell’organismo produce infatti nei tessuti un lieve riscaldamento che contribuisce a ridurre lo spasmo muscolare e il dolore, aumentando la flessibilità dei legamenti, dei tendini e dei tessuti cicatriziali. 

Con la seconda gamma di effetti, non termici, si punta invece a generare degli effetti biologici e meccanici, a livello cellulare. Il meccanismo principale che viene attivato attraverso gli ultrasuoni è quello della cavitazione, con tale tecnica che è in grado di determinare delle piccole “bolle” che possono stimolare le membrane cellulari e, allo stesso tempo, richiamare le cellule infiammatorie e incrementare il flusso del sangue. L’ultrasuono terapia servirà dunque a stimolare la produzione di nuove fibre di collagene.

Come si applicano gli ultrasuoni

Al fine di ridurre le condizioni di infiammazione, gli ultrasuoni possono essere applicati per contatto o per immersione.

Nell’applicazione per contatto – che, statisticamente, rappresenta anche il trattamento più comune – si utilizza del gel e degli elettrodi fissi o mobili, da applicare direttamente sulla cute.

Nell’applicazione per immersione, invece, si immergerà la testina che trasmette le onde sonore in una bacinella piena d’acqua, avendo cura di mantenere una distanza tra il dispositivo e l’area da trattare di circa un centimetro. Questa seconda metodologia è tuttavia utilizzata marginalmente, e in modo limitato per le zone più difficili da trattare o quelle che sono troppo compromesse per procedere a un contatto diretto.

Ci sono effetti collaterali?

Se il trattamento è effettuato correttamente da uno specialista, l’ultrasuonoterapia non presenta effetti collaterali rilevanti. Il passaggio del fascio di ultrasuoni dall’applicatore ai tessuti biologici è infatti indolore e non vi è il rischio di ustioni e bruciature. 

Ricordiamo tuttavia che la terapia a ultrasuoni potrebbe essere controindicata in caso di gravidanza, persone con pacemaker, infezioni acute, osteoporosi, flebiti, rischi di trombosi o emorragie.

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